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Chi sono
Appena laureata in filosofia (un errore che ripeterebbe mille volte), Elettra Sammarco intraprende la brillante carriera di supplente nei licei più deprivati della provincia di Roma. Parallelamente, scrive un saggio e alcuni racconti per "Micromega", articoli per la pagina culturale del "Tempo" e lavora come ballerina di tango argentino in spettacoli teatrali, televisivi (e anche privati, al seguito di una coppia di industriali brianzoli che invitano lei e il suo partner a esibirsi come cicisbei personali per i loro amici in Costa Smeralda).
Realizzando che non può continuare a dividersi tra due mondi così diversi come la scuola e la danza e che prima o poi dovrà optare per l'una o per l'altra, Elettra si decide e non sceglie nessuna delle due: entra in un Istituto di ricerca sociale dapprima come editor, poi diventa ricercatrice e infine (dopo pochi mesi) Vicedirettore dell'area ricerca. Comincia a insegnare Sociologia in un'università privata, scrive un paio di saggi a carattere sociologico e svariate ricerche per il suo Istituto, pubblica articoli di costume su alcune riviste, ma non è felice: prova nostalgia per la scrittura creativa e maledice il suo dannato eclettismo che l'ha portata a zonzo da un mestiere all'altro; finché, abbandonato l'Istituto di ricerca, si decide a dedicarsi definitivamente alla narrativa. Oggi continua a insegnare Sociologia presso un'altra Università romana ed è in attesa che qualche editore si accorga di lei.
Ah, dimenticavo: Elettra Sammarco non è il suo vero nome.