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Le guerriere (2/2/12)
Su un blog del Corriere (La ventisettesima ora, parla di problemi al femminile), Giovanna Pezzuoli racconta che sul nuovo numero della rivista "Leggendaria" si parla di "sensibili guerriere", cioè delle blogger «venti/trentenni socialmente impegnate lontane anni luce dagli stereotipi diffusi di bamboccione e bambolone». Insomma le nuove femministe, sempre battagliere ma più ironiche. E la Pezzuoli commenta entusiasta: «la rivista dà voce a una generazione "poco ascoltata", per una volta protagonista».
Una generazione "poco ascoltata"? Protagonista "per una volta"? Non credo ai miei occhi. Ma se non si fa altro che parlare di venti-trentenni, da Berlusconi in poi! E le quarantenni? Non sono loro forse le più inascoltate? Quelle che, oltre a tutti i problemi di lavoro/disoccupazione/sottoccupazione/inoccupazione che hanno in comune pari pari con le più giovani, hanno pure una famiglia e dei figli a cui badare? Vogliamo piantarla di parlare solo della disoccupazione giovanile, che per quanto drammatica perlomeno è supportata dal sostegno economico che offrono ancora mamma e papà? E se le vere guerriere di oggi fossero le quaranta/cinquantenni, esercito scalcagnato con le pezze ai piedi, che non si arrendono - non possono arrendersi - anche se non hanno più speranza?
Tutta 'sta stampa che prende in considerazione solo le giovanissime (sia pure guerriere),che tira fuori le quarantenni dalla naftalina solo se urban-cougar, bellissime e "ancora in splendida forma", mi sa tanto che non ha fatto molti metri lontano dalla villa di Arcore ...